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Il blog si arricchisce di nuove tematiche. Codici lancia la campagna di prevenzione all'abuso di alcol

mercoledì, 22 luglio 2009 | alcool e giovani

Sono giorni che i mass- media puntano l’attenzione sulla questione giovani ed alcool. A far parlare, sono soprattutto le ordinanze scattate in alcuni Comuni d’Italia riguardo il divieto di vendita di alcolici ai minori di 16 anni.  Dopo Milano, anche Caltagirone in Sicilia, Santa Maria la Carità, nell’area stabiese della Campania hanno dato il via al divieto ed altre città si preparano a farlo tra cui:  Bologna, Ravenna, Parma, Pavia, Ancona, ecc.. Dall’altra parte c’è chi considera tale ordinanza qualcosa di inefficace per debellare il fenomeno e così arrivano anche i no di Torino, Roma , Venezia, Salemi(Tarpani).

Secondo i dati documentati dall’associazione CODICI su  fonti istituzionali, nonostante sia calato  il numero complessivo di incidenti stradali in Italia, è in controtendenza la stima di incidenti che hanno come unica causa l'abuso di alcol e l'assunzione di droghe. che aumenta in percentuale del 35 per cento. Si calcola inoltre che un incidente su tre (75 mila all'anno, oltre 200 al giorno) abbia fra i motivi l'assunzione di drink in eccesso e di sostanze stupefacenti. Le Regioni  in cui  è più frequente l’abuso  di  alcol sono  quelle in cui  imperversa la MOVIDA notturna, ovvero la Lombardia, città di  Milano, l’Emilia Romagna, Riviera Adriatica ( Ravenna, Rimini , Riccione); Lazio, Roma. L’alcol tra i giovani continua ad essere una piaga sociale ormai diffusa tanto che  secondo i dati 2008 forniti dalla Società Italiana di Pediatria, il 13 % degli adolescenti si è ubriacato almeno una volta. Ed il 37% dei ragazzi ha visto un loro amico o amica farlo.Vino, birra e bevande ad alta gradazione vengono consumate con una certa frequenza, anche in una sola serata.

“Mentre a Milano e in altre città d’Italia partono le restrizioni, i  giovani imitano le usanze spagnole e anche in Italia arriva la moda spagnola del BOTTELON che si diffonde implacabile. E’ evidente che le restrizioni  senza una adeguata campagna di prevenzione non bastano – commenta la sociologa del  CODICI,  Monia Napolitano - . Si  è spesso parlato di disegno di legge che avrebbe limitano la pubblicità degli alcolici in televisione e sui giornali per ragazzi e che avrebbe previsto sulle confezioni etichette che avvertono sui pericoli dell'abuso di alcool per la salute. Ad oggi  queste misure non sono  ancora state adottate e i  giovani possono guardare in televisione spot di alcolici che spesso fanno  riferimento al legame tra uso di sostanze alcoliche, successo  nelle relazioni, senso  di  appartenenza all’interno  del  gruppo sociale e felicità della persona”. Pertanto, il CODICI  invita le Istituzioni prevedere le  etichette sulle bottiglie, seguendo l’esempio dei pacchetti di sigarette  e di  avviare una regolamentazione degli  spot pubblicitari. Intano, l’associazione lancia la sua campagna di  prevenzione sul blog diritti  dei  minori: www.codicinobullismo.splinder.com

codiciNobulli alle 14:26 alcool e giovani
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Alcool tra i giovani, un problema emergente

mercoledì, 22 luglio 2009 | alcool e giovani

Nel video pubblicato, una breve presentazione del fenomeno e delle criticità rappresentate dal consumo di alcool secondo quanto evidenziato da un'analisi condotta dal CODICI. Per soffermarsi sulle diapositive si consiglia di mettere il filmato nel modo di pausa.

codiciNobulli alle 12:50 alcool e giovani
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Il cyber-bullismo

martedì, 23 giugno 2009 | cyberbullismo

Sono sempre più frequenti i ragazzi che  mettono su YouTube video imbarazzanti dell’amico da ridicolizzare, bombardano i loro bersagli con scherzi telefonici, sms offensivi ed e-mail piene di insulti. È questo il cosiddetto cyber-bullismo. Tale termine viene infatti utilizzato per indicare gli atti di bullismo e di molestia effettuati tramite mezzi elettronici come l’e-mail, la messaggeria istantanea, i blog, i telefoni cellulari e i siti web. Il cyber-bullismo sembra essere in forte crescita: ne è infatti vittima uno studente su tre, nel 70% dei casi a scuola e soprattutto durante l’anno dell’esame di maturità. In aumento anche il bullismo tradizionale che colpisce almeno una volta quasi la metà dei ragazzi. Lo dimostra una ricerca condotta su 700 studenti delle scuole medie superiori di Chieti dalla cattedra di Psichiatria dell’Università di Chieti in collaborazione con la Cooperativa Lilium di accoglienza e recupero di minori provenienti da tutta Italia; i risultati saranno presentati in anteprima durante il Convegno Nazionale interdisciplinare “Abusi, maltrattamenti, violenze, sui minori: i professionisti si interrogano”, a Pescara dal 25 al 26 giugno. E gli psichiatri avvertono: in un caso su dieci la vittima di bullismo digitale soffre di depressione, mentre l’8% dei cyber- bulli sono destinati a sviluppare da adulti disturbi antisociali.

Secondo i dati raccolti, la metà degli episodi di cyber-bullismo avviene proprio nel corso dell’ultimo anno di studi, alla vigilia dell’esame di Stato. In quattro casi su dieci si prende di mira la vittima per il modo di vestire o per un difetto fisico, in tre su dieci per il colore della pelle o per il buon rendimento scolastico. In un caso su due gli episodi si ripetono più volte ed il 70% degli atti di bullismo digitale ha per teatro la classe o altri luoghi della scuola. “Durante l’esame – osserva Massimo Di Giannantonio, coordinatore della ricerca e ordinario di Psichiatria all’Università di Chieti  - aumentano stress e paura di essere inadeguati; ciò si traduce in atteggiamenti aggressivi verso i compagni ritenuti più deboli e manipolabili perché incapaci di difendersi”. I motivi che spingono i ragazzi ad assumere atteggiamenti di prepotenza digitale nei confronti di altri sono gli stessi del bullismo tradizionale: il tentativo di ottenere una maggiore popolarità nel gruppo, la voglia di riscattarsi o di vendicarsi, il semplice divertimento per passare il tempo e vincere la noia. A rischio di diventare cyber-bulli sono i ragazzi che passano molto tempo in rete, magari frequentando gruppi online dove si affrontano temi legati a comportamenti sessuali a rischio o violenti, e quelli che amano i videogiochi con contenuti aggressivi: questi elementi possono rinforzare nei ragazzi l’idea che tutte le interazioni virtuali e la violenza online siano solo un gioco. Sembra che in caso su dieci le vittime di bullismo elettronico manifestino sintomi di depressione e che il 35% di chi ha subito molestie digitali sia stato poi oggetto di approcci sessuali indesiderati anche nella vita reale.  L’8% dei cyber-bulli è invece destinato a sviluppare un comportamento antisociale e problematico fra cui: vandalismo, furti, tendenza ad assumere alcolici.

Secondo il Prof. Di Giannantonio: “I bulli esportano nella società comportamenti appresi in famiglia: se in casa non c’è interesse verso i figli né dialogo e prevalgono sopraffazione e violenza, si hanno tutte le premesse perché il figlio diventi bullo. Al contrario, se in famiglia c’è la tendenza alla menzogna e a fuggire dalle responsabilità e dai problemi, si pongono le basi perché i ragazzi siano oggetto di sopraffazioni. Il modo migliore per mettere al riparo i figli dal bullismo, o almeno far sì che poi raccontino le loro esperienze, è educarli all’indipendenza, al rispetto delle regole, alla sicurezza in se stessi” (Fonte: Apcom).

codiciNobulli alle 10:26 cyberbullismo
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Alcol, giovani a rischio: Codici richiama ad una maggiore serietà nei controlli

martedì, 23 giugno 2009 | alcool e giovani

(ANSA) - ROMA, 22 GIU - Roma dopo Milano, ma anche Padova e tante iniziative locali, tutte finalizzate a non vendere alcol ai minorenni, come quella della Coop consumatori di Casarsa (Pordenone) che a gennaio ha deciso di non vendere più alcolici ai minorenni. Sì, perché nel nostro paese sono state molte negli ultimi anni le richieste di impedire la vendita di alcolici ai minorenni (ma ora il limite è a 16 anni e non tutti lo conoscono) a livello sia istituzionale e di governo sia di società civile: ma finora non si è riusciti a fare quello che ha realizzato la Francia, dove da marzo è scattato un giro di vite non soltanto sugli alcolici, ma anche sulle sigarette, la cui vendita è vietata agli under 18.

Eppure nel nostro paese la situazione è allarmante, anche se i miti di movida, aperitivi e happy hour sembra che in fondo siano soltanto moda e divertimento: eppure oltre 740 mila minori sono consumatori di alcol a rischio. Tra i ragazzi 11-15enni, 1 ragazzo su 5 è un consumatore a rischio; tra i 16-17enni, 14 minorenni su 100 bevono secondo modalità rischiose.

E poi c'é l'allarme "piccole donne": la quota delle ragazzine a rischio 11-15enni al di sotto dell'età legale dunque (16,8%) supera il valore della media nazionale delle consumatrici a rischio (7,8 %).
Sono i dati del report Consumi di alcol e impatto alcol correlato elaborato da Osservatorio Nazionale Alcol Cnesps, Istituto Superiore di Sanità e Centro OMS Ricerca Alcol nell'ottobre 2008.

Non solo i minori sono a rischio: oltre 700.000 18-24enni risultano nella stessa condizione. Tutti i comportamenti 'pericolosi' sono più diffusi tra i maschi che non tra le femmine.

Su un totale di alcoldipendenti, la tendenza all'aumento appare ancora più evidente con riferimento ai soli nuovi utenti di 20-29 anni, che passano dal 10,7% del 1998 al 14% del 2004;in questa fascia di età si rileva la crescita maggiore nel tempo, a partire dal 1996.

Ma i numeri di chi beve sono anche più alti: l'associazione Codici ha calcolato che oltre il 20% dei giovani dai 14 ai 17 anni fa infatti già uso di alcolici. E ricorda che  l'alcol è "l'anticamera" degli incidenti stradali: tra le soluzioni una maggiore serietà nei controlli ed etichettature sulle bottiglie. (ANSA).

codiciNobulli alle 10:07 alcool e giovani
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Il manuale per prevenire ed arginare il fenomeno del bullismo

giovedì, 26 marzo 2009 | vademecum bullismo

Il manuale per prevenire ed arginare il fenomeno del bullismo

• Non c’è nulla di cui un essere umano possa vergognarsi se non di azioni che mirano alla prepotenza  verso il prossimo;
• Il bullismo è la conseguenza di un disagio minorile, anche il bullo va aiutato e seguito;
• Promuovere e svolgere attività che favoriscano il benessere, la collaborazione, la solidarietà e l’empatia come il gioco di squadra;
• Trasmettere attraverso il gioco l’acquisizione di nuove abilità sociali positive e alternative alla violenza;
• Valorizzare il dialogo all’interno del gruppo;
• La diversità è una fonte di ricchezza per se stessi, per gli altri e per tutto il mondo circostante;
• Non sottovalutare mai il fenomeno: prima di etichettare le prevaricazioni come semplici dispetti fra coetanei, osservare a lungo e dopo valutare e intervenire per riportare la serenità.
 
Se vuoi aggiungere un nuovo punto al manuale, scrivi a: sportellocontrobullismo@codici.org

codiciNobulli alle 15:46 vademecum bullismo
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